Chi ha studiato all’università lo
ricorda bene: la sessione invernale è la più ardua dell'anno accademico.
Non si tratta solo del carico di studio o della vicinanza con le festività
appena trascorse, ma della presenza di fattori ambientali e biologici
che rendono più difficile focalizzarsi.
Come aumentare la
concentrazione nello studio?
Non è una semplice questione di forza di volontà, ma una sfida di gestione
neurobiologica. La strategia vincente richiede un approccio integrato:
esposizione alla luce, tecniche di studio attivo e un adeguato supporto
nutrizionale sono fondamentali per sostenere le performance cognitive.
Perché è più difficile
concentrarsi per la sessione invernale?
D’inverno l’organismo risponde a segnali
ambientali specifici che favoriscono il riposo piuttosto che l'attività
cognitiva intensa:
- Luce e ritmo
circadiano. La ridotta esposizione alla luce
solare durante le giornate brevi stimola una maggiore produzione di
melatonina, l'ormone che regola il sonno, anche durante il giorno. Questo
si traduce in una costante sensazione di sonnolenza e in una minore vigilanza
mentale.
- La trappola
del comfort. Il freddo ci
spinge istintivamente a cercare calore, coprendoci eccessivamente o alzando il
riscaldamento. Tuttavia, un ambiente troppo caldo induce vasodilatazione
e rilassamento muscolare, segnali che il cervello interpreta come momento di
riposo, abbassando la soglia di attenzione.

Come svegliare il cervello
per studiare?
In queste condizioni, la lettura
passiva è inefficace. Per tenere il cervello sveglio è necessario utilizzare tecniche
di studio che richiedano un coinvolgimento attivo e cadenzato:
- Tecnica del pomodoro. Consiste nell’alternanza di focus intenso
(25 min) e pausa breve (5 min). In questo modo, previene l'affaticamento
mentale frammentando il carico cognitivo in blocchi gestibili.
- Richiamo attivo
(active recall). Per mettere in
pratica questo metodo, è sufficiente chiudere il libro e sforzarsi di ripetere
i concetti a memoria o per iscritto. Stimola le sinapsi a recuperare
l'informazione, rafforzandone il ricordo più della rilettura.
- Ripetizione
dilazionata (spaced repetition).
Funziona ripassando gli argomenti di studio a intervalli di tempo crescenti (1
giorno, 3 giorni, 1 settimana). Questa tecnica di studio è efficace nel contrastare
la curva dell'oblio e consolida le informazioni nella memoria a lungo
termine.
Nutrizione e idratazione
per un maggiore focus sullo studio
Durante l'inverno, l'istinto porta
spesso a cercare comfort food ricchi di carboidrati e zuccheri semplici. Sebbene offrano una gratificazione
immediata, questi alimenti causano picchi glicemici seguiti da rapidi
crolli, responsabili della nebbia mentale e della sonnolenza post-prandiale.
Per mantenere livelli costanti di
focus durante lunghe sessioni sui libri, è fondamentale evitare
l'instabilità glicemica. L'utilizzo di bevande funzionali nootropiche senza
zuccheri aggiunti rappresenta una soluzione strategica: favorisce una corretta idratazione
e permette di sostenere la concentrazione attraverso nutrienti specifici. S-Nap
Shot è stata progettata proprio per questo: ricarica
la mente con il brain fuel.

Qual è l’ambiente ottimale
per aumentare la concentrazione nello studio?
L'ambiente di
studio deve essere progettato per
contrastare il torpore invernale. Ecco qualche accorgimento pratico da adottare
subito:
- Illuminazione. Evita le luci calde e soffuse che conciliano
il sonno. Utilizza lampade a luce fredda (spettro blu) o neutra per
simulare la luce diurna e inibire la produzione di melatonina.
- Ventilazione. Negli ambienti chiusi e riscaldati, i
livelli di anidride carbonica salgono rapidamente, causando mal di testa e
stanchezza. Arieggiare la stanza per 5 minuti ogni ora è essenziale per
riossigenare il cervello.
- Digital detox. Lo smartphone è una fonte di distrazione
visiva costante. Durante i blocchi di studio, tienilo in un'altra stanza oppure
imposta le notifiche in modo da ridurre le distrazioni digitali.
Sessione invernale e
studio: le domande più frequenti
Qual è l'orario migliore
per studiare in inverno?
È consigliabile sfruttare le ore
del mattino, quando la luce naturale è presente, per massimizzare l'allerta
biologica e affrontare le materie più complesse.
Come non addormentarsi sui
libri dopo pranzo?
Evita pasti pesanti ricchi di
carboidrati. Opta per proteine e verdure, e inserisci una micro-pausa attiva come una breve passeggiata subito dopo
mangiato, evitando divani o letti.
Quanto devono durare le
pause?
5-10 minuti ogni ora sono ideali.
Devono essere pause vere: staccare gli occhi dagli schermi e muoversi,
per non perdere il flusso mentale ma permettere al sistema visivo e cognitivo
di ricaricarsi.