L'ergonomia cognitiva è la disciplina che studia come la mente interagisce con gli strumenti di lavoro per minimizzare il carico mentale e massimizzare le prestazioni. Si concentra sulla gestione delle risorse attentive del cervello, a differenza dell'ergonomia fisica, che invece si occupa della postura e della sedia.
Per chi lavora in ufficio o studia, il disordine sulla scrivania (definito tecnicamente visual clutter) rappresenta un ostacolo funzionale diretto. Una postazione di lavoro caotica non è solo un problema estetico, ma una fonte continua di rumore visivo che drena le energie neurali, riducendo drasticamente la capacità di concentrazione e aumentando lo stress percepito durante la giornata lavorativa.
Perché una scrivania piena di oggetti inutili affatica la mente? La risposta risiede nel funzionamento della corteccia visiva. Il cervello umano possiede una capacità di elaborazione limitata e tratta ogni oggetto presente nel campo visivo come uno stimolo da processare.
Studi neuroscientifici, come quelli condotti dalla Princeton University, dimostrano che il disordine compete con il compito principale per l'attenzione del cervello. Ogni foglio sparso, tazza vuota o cavo aggrovigliato invia un segnale che il cervello deve attivamente sopprimere per restare focalizzato sul monitor. Questo processo di filtraggio continuo consuma glucosio e risorse metaboliche, portando il lavoratore a una stanchezza mentale precoce e a un calo misurabile della produttività, indipendentemente dalla difficoltà del compito svolto.

Per applicare l'ergonomia cognitiva alla propria postazione, è sufficiente organizzare lo spazio in base alla frequenza d'uso, creando delle “zone di portata”. Questo riduce l'attrito decisionale e motorio. Ecco come suddividere la scrivania per massimizzare il focus:
Il cervello non distingue tra disordine fisico e digitale: entrambi sono stimoli che richiedono attenzione. Un desktop del computer pieno di icone, file scaricati e screenshot ha lo stesso impatto negativo di una scrivania fisica caotica. L'ergonomia cognitiva si applica necessariamente anche allo spazio virtuale.
Lavorare con 20 tab del browser aperte o una casella email con centinaia di messaggi non letti crea un residuo di attenzione: una parte della mente rimane ancorata a quei task incompleti, impedendo la piena immersione nel lavoro che si sta svolgendo. Chiudere le applicazioni inutilizzate e adottare un sistema di archiviazione digitale pulito è un atto di igiene mentale fondamentale.
Certo, una scrivania e un desktop perfettamente ordinati servono a poco se la biochimica del cervello è in disordine. Per mantenere l'ordine mentale conquistato con il decluttering, è essenziale nutrire il cervello correttamente. L'uso di bevande funzionali nootropiche senza zuccheri aggiunti permette di sostenere i neurotrasmettitori del focus in modo pulito e costante: ricarica la mente con il brain fuel.
C'è un fondo di verità: un ambiente caotico può favorire la fase di brainstorming e la generazione di idee nuove. Tuttavia, quando si passa alla fase di esecuzione e sintesi, il disordine diventa un ostacolo. La soluzione ideale è alternare o avere spazi dedicati.
Non cercare di fare tutto insieme. Inizia liberando esclusivamente la zona primaria, cioè lo spazio davanti a te. Già questo riduce drasticamente il carico cognitivo visivo.
L'ideale è applicare la regola dei 5 minuti a fine giornata. Ripristinare l'ordine prima di staccare aiuta a chiudere mentalmente la giornata lavorativa e a trovare un ambiente accogliente la mattina successiva.