Nell'immaginario comune, la disidratazione è un pericolo associato esclusivamente alle calde giornate estive o all'attività fisica intensa. Questo bias cognitivo ci espone a un rischio subdolo durante i mesi freddi: da novembre a marzo, il nostro corpo è soggetto a meccanismi fisiologici che inibiscono lo stimolo della sete.
Ciò favorisce una disidratazione invernale involontaria che colpisce le performance cognitive molto prima di manifestarsi con sintomi fisici evidenti. Mantenere il cervello correttamente idratato è il gesto più semplice per garantire focus mentale, salute e produttività anche nelle giornate più fredde dell'anno.
È paradossale: d’inverno sudiamo meno, eppure il rischio di disidratazione rimane elevato. Questo accade a causa di tre fattori principali che lavorano silenziosamente contro il nostro equilibrio idrico:

Il cervello è composto per circa il 75% da acqua. Non sorprende quindi che sia il primo organo a soffrire quando l'idratazione cala. Studi neuroscientifici dimostrano che basta una disidratazione lievissima, pari all'1-2% del peso corporeo, per innescare un calo misurabile delle funzioni cognitive.
I sintomi mentali della disidratazione invernale includono:
Poiché non possiamo affidarci al senso della sete, che col freddo viene ridotto fino al 40%, è importante seguire qualche accorgimento pratico. Ecco cosa può aiutare ad idratarsi durante i mesi più freddi aggirando gli ostacoli invernali:

A volte l'acqua da sola non basta a massimizzare la performance, specialmente se ci sentiamo già affaticati. Bevande zuccherate o energy drink sono controproducenti: lo zucchero causa un picco glicemico seguito da un crollo che peggiora la sonnolenza e la nebbia mentale.
Quando la stanchezza mentale si somma alla disidratazione, bere una bevanda funzionale rigorosamente senza zuccheri aggiunti può fare la differenza per migliorare idratazione e supporto cognitivo. S-Nap Shot è stata progettata proprio per questo: ricarica la mente con il brain fuel.
Sì, contribuiscono all'apporto di liquidi. Tuttavia, la caffeina ha un leggero effetto diuretico. È bene non superare le 3-4 tazzine al giorno e alternarle sempre con acqua.
Il fabbisogno resta simile a quello estivo: circa 1.5 - 2 litri al giorno per un adulto medio, da adattare in base all'attività fisica svolta e alla secchezza degli ambienti in cui si vive.
A causa della vasocostrizione periferica. Il sangue si concentra al centro del corpo, "ingannando" i recettori del volume sanguigno che segnalano al cervello che l'idratazione è sufficiente, anche quando non lo è.